Polmonite ab ingestis

La polmonite ab ingestis è un’infiammazione dei polmoni, che viene causata dall’ingresso di sostanze estranee nell’albero broncopolmonare. Molte sono le sostanze che possono portare a questa condizione, perchè sono in grado di stimolare una risposta infiammatoria se inalati a prescindere dal fatto che siano liquide, solide.

La sostanza più comunemente aspirata è il contenuto gastrico. Soprattutto a causa della sua intrinseca acidità, è in grado di produrre danni. Non è tutto, anche le secrezioni  rinofaringee e orofaringee sono nocive, se inalate in grandi quantità.

I più comuni fattori di rischio per la polmonite ab ingestis

polmonite ab ingestis

polmonite ab ingestis

Come abbiamo detto, a portare verso questa patologia, è l’inalazione di determinate sostanze. I fattori di rischio per la polmonite ab ingestis, sono diversi ma possiamo raggrupparli in alcune categorie: tutte patologie che portano all’alterazione dello stato di coscienza oppure quelle malattie che comportano disfunzioni della deglutizione, come può capitare in alcuni alcuni pazienti affetti da deficit neurologici o dademenza.

Purtroppo alcuni dispositivi medici gastro-intestinali come il sondino naso- gastrico e tubo endotracheale, portano all’aumentano il rischio di inalazione anche alcuni dispositivi medici gastro-intestinali e polmonari.

La polmonite ab ingestis può anche essere causata anche dal reflusso gastroesofageo.

Sintomi e possibili trattamenti

L’inalazione di sostanze estranee all’albero bronco-polmonare può portare

  •  polmonite chimica,  cioè un’infiammazione dei polmoni
  • polmonite batterica e/o ascesso polmonare cioè un’infezione
  • ostruzione delle vie aeree.

Sintomi

Generalmente  la polmonite ab ingestis si manifesta con l’improvvisa dispnea acuta, cioè la comparsa di difficoltà respiratorie e tosse, associata all’ingestione di alimenti solidi, liquidi oppure al rigurgito del contenuto gastrico. Per poter stabilire quanto siano gravi i sintomi, bisogna capire la natura e alla quantità del materiale aspirato. Può succedere che in alcuni casi, la tosse si associ alla produzine di un espettorato  purulento oppure rosato e schiumoso.

In caso di polmonite ab ingestis, dopo la deglutizione è possibile riscontrare un cambiamento nella voce, classico esempio sono la come raucedine o gorgoglii in gola.

Inoltre si potrebbe avere crepitii diffusi e sibili espiratori, cianosi, ipossiemia, dolore toracico pleuritico, bronco costrizione ed edema polmonare acuto.  Altri sintomi associati a questa patologia sono tachicardia, frequenza respiratoria elevata, febbre, affaticamento, mialgie, dimagrimento e malessere generale.

Diagnosi

Questo tipo di malattia solitamente viene diagnosticata dal medico, per mezzo di  valutazione clinica, colture microbiologiche e radiografia del torace. Quest’ultimo esame è tra i più importanti, dato che  può dimostrare la presenza di addensamenti diffusi.

Trattamento

La prognosi del paziente e il trattamento si differenziano  in base alla sostanza inalata. Come prima cosa bisogna dire che la polmonite ab ingestis può risolversi in modo spontaneo in pochi giorni. Se questo non dovesse accadere, si parla di un’evoluzione in sindrome da distress respiratorio. Purtroppo molto spesso il paziente viene gestito per mezzo della ventilazione meccanica e la somministrazione di ossigeno supplementare.

Gli antibiotici sono previsti in caso di inalazione del contenuto gastrico accertata o sospetta per circa 15-20 giorni. I principi attivi utilizzati sono la  clindamicina, cefalosporina, eritomicina, tetracicline, metronidazolo e piperacillina.

Il trattamento naturale è da vedersi come supporto del trattamento tradizionale. Come prima cosa, smettete di fumare e assumete molti liquidi. Massaggiate il corpo con olio di eucalipto o di trementina. Un te al fieno greco e pepe nero, potrebbe aiutarvi a combattere la polmonite.

Curcuma, zenzero, semi di sesamo e lino hanno proprietà mucolitiche. Assumetele con acqua tiepida e un cucchiaino di miele, avrete uno sciroppo che riduce il muco in eccesso.

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