Neutrofili alti o bassi: cosa indicano i valori e come intervenire

Misurare i valori del sangue periodicamente è fondamentale per la salute fisica. Quando lo si fa, può capitare di accorgersi di avere i neutrofili alti o bassi. Come comportarsi in queste situazioni? Per capire qualcosa di più, bisogna innanzitutto consultare il medico di fiducia. Nel frattempo, si può dare un’occhiata alla guida passo passo che abbiamo creato per rispondere alle principali domande in merito.

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Neutrofili alti o bassi – cosa fare? Quali sono i sintomi e i rimedi?

Cosa sono i neutrofili

Prima di entrare nel dettaglio della situazione di chi ha i neutrofili alti o bassi, vediamo cosa sono. Si tratta di granulociti compresi nel novero dei globuli bianchi. La loro funzione principale è quella di proteggere l’organismo umano da infezioni, siano esse di natura batterica o fungina.

Il nome neutrofili deriva dal fatto che, quando vengono analizzati al microscopio, non prendono alcun colorante, rimanendo quindi neutri.

Prodotti dal midollo osseo, i neutrofili costituiscono circa il 70% dei nostri leucociti (altro nome dei globuli bianchi). Ogni giorno ne produciamo più o meno 100 miliardi, un numero davvero alto! Molto breve, però, è la loro vita. Raramente supera le 10 ore quando sono nel circolo ematico. Nei tessuti, invece, arrivano a qualche giorno.

Questo non toglie nulla alla loro funzione fondamentale per la salute, motivo per cui è bene e avere i valori a norma.

Cause neutrofili alti

Si parla di neutrofili alti quando i valori superano la norma, che è il risultato di questa formula: 2–7 x 109/l. Come mai succede? Di solito, perché alla base ci sono batteri, virus, funghi o infezioni da parte di parassiti. Un esempio classico è la toxoplasmosi, problematica per le donne in gravidanza. Il nostro organismo per combattere un agente patogeno esterno, una malattia, potenzia le difese immunitarie.

Nel novero delle cause dei neutrofili alti è possibile includere anche tumori maligni come la leucemia o disordini a livello metabolico. Da ricordare sono anche gli squilibri endocrini, particolarmente frequenti durante i nove mesi di gestazione. Per diagnosticare questa condizione, sono sufficienti le analisi del sangue con formula leucocitaria.

Neutrofili alti sintomi

Entrando nel dettaglio della questione neutrofili alti o bassi, vediamo la sintomatologia della prima condizione. La neutrofilia, in generale, può non dare luogo a sintomi. Capita infatti spesso che la si scopra per caso, con un semplice esame del sangue.

La situazione sarà poi da rapportare al quadro clinico della persona che, come abbiamo appena detto, può vivere condizioni particolari come la gravidanza o un’infezione batterica.

Cause neutrofili bassi

Vediamo ora il caso dei neutrofili bassi. Quando si vive questa condizione, alla base possono esserci cause come le neoplasie del sangue. Chi ha i neutrofili bassi soffre di neutropenia e può avere anche a che fare personalmente con l’anemia aplastica, una patologia dovuta alla cattiva sintesi delle cellule ematiche da parte del midollo.

Le cause nei neutrofili bassi comprendono anche la sindrome di Kostmann, una malattia di natura genetica. L’elenco non finisce qui. Da comprendere tra le cause della neutropenia sono anche le carenze di acido folio e l’esposizione a radiazioni. Ovviamente non stare a preoccuparti di avere i neutrofili bassi: molto probabilmente non è nulla di grave, ma è sempre bene parlarne con il proprio medico di fiducia.

Sintomi

Quali sono i sintomi dei neutrofili bassi? Iniziamo a dire che, in molti casi, non si manifestano. Quando il corpo manda segnali, lo fa sulla base dell’entità del deficit e della sua durata. Se la condizione di neutropenia dura da tano si può parlare di sintomi come

  • Infezioni del cavo orale
  • Bruciore all’apparato urinario
  • Ulcerazioni
  • Diarrea
  • Vomito

In caso di neutropenia severa, è basilare intervenire tempestivamente in quanto alla base può esserci un’infezione generale che mette a rischio la vita della persona stessa.

Cosa fare

Cosa fare in caso di neutrofili alti o bassi? Nella prima delle due situazioni citate, è fondamentale capire la patologia alla base. Le conseguenze sul fisico del paziente, infatti, sono strettamente legate a questo aspetto. Cosa dire, invece, del trattamento della neutropenia? Prima di tutto che è bene accertare l’assenza di patologie sottostante. Qualora dovesse essere presente, va curata subito.

Se la neutropenia è grave, bisogna dare all’organismo quei supporti necessari ad affrontare le infezioni. In primo piano troviamo degli specifici fattori stimolanti per la crescita delle colonie di granulociti e, quindi, anche dei neutrofili. Sono noti scientificamente con l’acronimo G-CSF.

Se la carenza di neutrofili ha origini autoimmuni, invece, si modula la risposta del corpo agli agenti patogeni esterni con i corticosteroidi.

In alcuni casi, invece, si ricorre alle trasfusioni. Il sangue, ovviamente, è pretrattato in laboratorio per isolare i neutrofili.

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